La nave affonda.
Cazzo, cazzo, con rispetto parlando per le persone coinvolte, cazzo. Ma cazzo!
Io non sono la legge, io, ringraziando il cazzo.
La nave affonda e il capitano se la dà a gambe, inizia la storia.
Alcuni link che vi consiglio calorosamente:
Schettino siamo noi di Claudio Velardi
video:De Falco, troppo facile chiamarlo eroe.
Sul movimento dei forconi in Sicilia
video: Gela (Sicilia) in piazza
Passo numero uno:
Tutti nella nave titanica ci vediamo l’Italia.
O anche la condizione del sistema socioeconomico capitalistico, solo che in ambito economico il capitano di turno si sta ancora preparando alla fuga ripassandosi ben bene le cabine e le tasche dei passeggeri intrappolati e attoniti.
Macro archetipi a confermare l'assetto e la struttura morale e sociale del branco italico.
I personaggi:
Schettino vigliacco, forse fatto come un cammello.
De Falco che come uno squalo ne approfitta per spararsi la super posa radioepica.
Fior fiore di passeggeri ed equipaggio accolti in pieno stile vecchia Italia dal cuore d'oro degli isolani.
Giornalisti tutti sul pezzo, hanno perfino pubblicato l'indirizzo della casa di Schettino dove abita anche sua moglie e sua figlia adolescente. Ma si andiamo tutti a fargli visita con un sasso in tasca.
Ecco un capitano cattivo e uno buono a rappresentare l’Italia intera nella sua doppia natura, io faccio il brutto, lasciatelo fare a me, tanto basta poco.
Il movente e i le ipotesi:
Costa Crociere avesse commissionato una bottarella al Comandante per rimpolpare le casse grazie all’assicurazione e che nel eseguire gli sia un po’ scivolata la mano sul timone.
La bottarella il comandante l’ha data di naso e con la bella figheira moldava ed è scivolato nella consuetudine dell’inchino su un grosso, grosso sasso. Consuetudini cafone, risparmio carburante, fattanza e pure sfiga.
Nel gran casino c’è stata un’inversione di priorità, anzi, lo svelamento delle priorità.
Tolleriamo molto meno l’errore umano delle cause naturali. Ma il Capitano, a disastro avvenuto, non si è messo in moto per salvare i passeggeri. Invece ha tentato di nascondere il più possibile il danno, probabilmente cercando di arrivare al porto dell’Isola del Giglio con ancora tutti convinti che il problema fosse all’impianto elettrico. “Ragazzi tutto sotto controllo è solo l’impianto elettrico”.
Il signor Costa: “Pensa cosa si direbbe della compagnia, cazzo, del personale, cazzo, delle rotte, cazzo! Devi salvare capra (il loro culo) e cavoli (i loro guadagni), cazzo! Porta quella cazzo di nave al porto, cazzo! E che nessuno parli di scafi tranciati, cazzo! Se viene fuori noi non centriamo, cazzo! Sono cazzi tuoi!”
Una coppietta di stronzi.
La nave affonda, cazzo!
Questo non è pazzesco, no, è emblematico. Il ribaltamento delle priorità nelle responsabilità del comando è metafora. La mostrificazione dell’ipotetico reo è metafora. La Costa che si costituisce parte lesa è metafora.
Noi equipaggio e passeggeri in una nave comandata da capitani che hanno la scialuppa già sotto mano e di noi se ne fottono. Certo è una metafora.
Noi, loro. Cazzo.
Noi siamo in balia.
Loro sono cattivi?
Passo numero due:
Se Schettino è cattivo, Berlusconi è cattivo, Mahmud il fondamentalista è cattivo, Pasqualino il rapinatore è cattivo e quella troia di Mariella la pettegola è cattiva basterebbe metterli in galera, punirli in qualche modo per la loro natura vile, ingorda, egoista, ignorante e noi altri saremmo salvi.
Forse non vi siete ancora accorti che le carceri traboccano di figli sbagliati e le strade ancora non sono pulite.
Quindi o il mondo è disseminato dai satanici semi del male o forse abbiamo sbagliato ragionamento.
La gogna a Schettino è l’ennesima celebrazione rituale della scissione interiore tra buono e cattivo, che per quanto rifletta il pur ragionevole concetto di bene e male, presenta una sua peculiare negativa posizione nella struttura del nostro pensiero.
Nel prendere le distanze dal Cattivo noi neghiamo l’umanità di questo, e neghiamo a noi stessi non solo la compassione per lui ma anche per noi stessi.
E chi se ne frega, cazzo!
E no! E’ così che siamo costretti a negare le evidenze.
Neghiamo il male col quale non potremmo convivere questo ci porta a una continua falsificazione dell’esame della realtà dentro e fuori di noi.
Schettino va punito e, soprattutto, va mostrificato: è così che noi prendiamo le distanze da lui, dall’idea di lui, bella o brutta, e lo stesso facciamo con noi stessi.
Il nostro re, leader, capitano ci darà l’ordine e la misura delle cose perché è lui che ci guida. Ci appare molto poco eroico in quanto risponde alle regole socio-economiche più popolari:“Prima di tutto il mio culo, prima di tutto il guadagno”. E questo non fa molto eroe.
Voi nella vostra vita siete eroi? Sacrificate per il prossimo il vostro cazzutissimo culo?
Ah, si, è vero: voi non siete comandanti, capitani, presidenti, deputati, giudici, grandi imprenditori, professionisti, cittadini, elettori, uomini di questa terra… No, voi siete i buoni. Un po’ vittime, un po’ incazzati, ma normali, senza troppe responsabilità in fondo.
Voi siete passeggeri, passeggeri esistenziali.
Passo numero tre:
Capitan Findus non è un eroe? Ebbene si. Vigliacchi, non lo siete nemmeno voi nel vostro piccolo.
E tutti mettete il profitto davanti alla vostra stessa gioia, libertà, tempo, sogni e adesso vi indignate se lo fa Schettino e Costa? Che ipocrisia!
Passo numero quattro:
Il sistema economico mondiale è un metafora ancora più grande della nave. Questo va in loop o forse (mi auguro) tracolla e gli stati spremono ancora un po’ la popolazione. I nostri capitani Findus lo stanno facendo perché in realtà sono degli Schettino! Cosa fare?
Empatizzare. Si ho scritto “empatizzare”: aiuta il processo di comprensione degli avvenimenti. Empatizzare invece di giudicare. Giuro. Che non vuol dire restare indifesi, anzi.
E per dirla tutta aiuterebbe avere compassione.
Per la compassione dovete sfilarvi le mutande. Si perché se avete vergogna del vostro desiderio, potere creativo e origine è perché avete scelto di fare il passeggero esistenziale. Rinnegate tutta la vostra dignità per nascondervi. Per voi fuggire all’ira e alla punizione è un’esigenza prioritaria più di qualunque altra. Rinunciate a poter esistere e compensate accumulando potere materiale. Avete scelto il ridicolo della foglia di fico, avete scelto di non fare incazzare chi è più grosso di voi. Avete optato per la conservazione dei beni di comodo. Voi siete Schettino, voi siete De Falco, voi siete pure lo scoglio!
Poi c’è il perdono, ma credo che io e voi ne siamo davvero ancora molto lontano.
Quindi questa è un'altra storia.



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