lunedì 19 dicembre 2011

costumi


Parto, vado in un paese lontano, vado da straniera, porterò costumi che offendono il loro Dio. Ma non è poi la condizione della mia vita anche qui nella nazione che ha registrato i miei natali?
Mi porto straniera nel mondo, in lidi nei quali vi è un Dio a dettare gli usi e i costumi con cui adempiere agli usi.
Un Dio che cambia volto, cambia nome, li perde uno dopo l'altro e si traveste da civiltà, progresso, ideologia, e continua a dettare le leggi universali. Movimenti e alleanze in virtù del verbo di qualcuno o di qualcosa di sommo. E io ? Io con voi non ho niente da dire.
Poi un solo raggio di sole mi scalda la pelle e mi ricordo in un attimo che io esisto, proprio io, proprio qui, ora, nuda tra popoli di vergognosi, freddo branco che si unisce sacrificando ogni possibilità di commovente scoperta in nome del bene e del male e in nome del Vero, sanguinario.
Ma si può rinunciare alla Verità? Certo che no, ma al Verbo si. Al Verbo, conoscenza o istituzione di una sovrana verità assoluta, si deve rinunciare, come alla foglia di fico.
Si potrebbe riscoprire l'infinita bellezza di partire da se, l'infinita poeticità della più profonda fragilità.
Io nuda tra le fredde braccia di un popolo pieno di costumi.
Consumatori esistenziali, schiavi e violenti atteggiati da popolo rivendicatore, borghesi feroci che dettano lo standard dei modi cortesi e civili, fascisti e fedeli religiosi identici nella loro costitutiva necessità di prevaricazione: questi sono consorzi, consorzi di esseri che hanno coperto la pelle per non sentire, che sentono la vergogna per il corpo e non per le azioni. Voi credete che il Giusto sia qualcosa di ogettivo che è sopra di voi a cui piegarsi uno dopo l'altro, la vostra bilancia è sostenuta da un gomito e da un ginocchio e difesa dalla spada, per amare dovete affondare nel dolore e tutto dura troppo poco per dargli un nome eterno.
Vorrei avere rispetto dei vostri giorni, in cui voi siete sempre uguali, e della vostra cultura, ma sarebbe una pretesa di buonismo piena di superbia.
Sono incivilmente sprezzante, ci calpestiamo a vicenda, è un fato.
Ho compassione per i vostri corpi celati, per l'umido stantio che accumulate nelle vostre mutande, per la ripetitività dei vostri giorni, ho pena per il male che fate inseguendo e rifuggendo dai vostri mostri e per quanto si assomigliano le vostre favole, ma la rabbia è per le mie parole che con voi morti deambulanti non possono che apparire vuote.
Mentre che vi sembri osceno il mio corpo ne vado fiera!
E' fuori dalla scena, si, non è nel teatrino, non si intonerebbe alla farsa.
E con questo mi accingo a raggiungere paesi islamici, senza veli, non perché non rispetto, ma perché esisto!
Vi segnalo un film da vedere Society di Brian Yuzna, horror del 1989.



 Poi una pagina da leggere "Sono la prima della lista" per la quale ribadisco come la penso: "Mi danno nausea i violenti, i perseguitatori, chi non ha talento nell'ascolto e non vede che i suoi mostri proiettati intorno a lui. Mi danno nausea perchè intralciano quel pur vivo spirito di comprensione che solo senza la paura si può sperimentare. Non credo che esistano i buoni e i cattivi ma tante persone sole, che fanno fatica a capirsi e che spesso, troppo spesso, proiettano sul prossimo il viso dei loro demoni e lì diventano pericolose. Ma tutto questo si cura attraverso la comprensione. Anche lì dove ci può sembrare davvero lontano. La letteratura è un modo di portare poesia tra le cose e darci modo di avvicinarle meglio, diversamente. Tacere poesia in virtù di una qualunque militanza sarebbe un gesto di censura inammissibile. Un grazie e sostegno COMPLETO a Alessandra Di Pietro"

Poi questo servizio sull'Amicizia e le sue mille implicazioni ;)



In fine mi auguro per il santo natale che Gesù Bambino e Babbo Natale si mettano d'accordo e vengano insieme, non per forza sotto l'albero ma anche sul tappeto.
Vi auguro un paio di etti ciascuno di poesia, di lacrime, di secrezioni genitali e un vicinato discreto.
Vi auguro di avere sonno, fame e voglia di scopare con ingenuità. E che voi possiate farvi fronte con generosità.
Vi auguro che scopriate che per oggi i vostri mostri hanno lasciato il posto allo spazio che sta tra voi e il vostro prossimo, uno spazio sacro per entrambi e che non si può barattare nemmeno in nome di un qualsivoglia altissimo o bassissimo desiderio.

p.s.
ho paura di volare, tanta.

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