mercoledì 19 marzo 2014

Welcome, Diana!

Il 7 maggio 2011, alla Libreria delle Donne lessero il post "L'essenza: Io, Dio e il Burlesque" dal blog che aprii durante la mia (conclusasi presto) ricerca sul fenomeno del Burlesque. Lì sentii nominare per la prima volta Slavina e il post-porno, di cui avevo già incontrato solo Maria Llopis nel web per la sua ricerca sulla sessualità e la maternità. Così, senza porre tempo in mezzo, mi sono tuffata alla scoperta di questo fenomeno sperando di aver finalmente trovato qualcuno con cui condividere un percorso che fino a quel momento era stato segnato da un eccentrica, folle solitudine. Tra tutto, una cosa importante l'ho trovata ed è Diana.



Le ho dedicato già scritture e video e non esito a farlo ancora e ancora, perché è un'esibizionista come me, consapevole della sacralità dell'esibizionismo e dello strumento che è. Lei in Rosario Gallardo non ha visto una monogamica coppia etero, sposata e con figli, lei ha visto noi al di là dei parametri formali di omologazione alternativa; questo perché in lei il concetto di "diversità" non è un altro modo di declinare un'ennesima "norma".
Poi, per caso o perché così doveva andare, mi ha iniziata allo squirting che, anche se per molti è solo un fenomeno pittoresco o una cosa arrapante, per me è stata una rinascita a nuovi orizzonti percettivi, espressivi, di sperimentazione corporea sia performativa che nel quotidiano del mio orgasmo.
Poi c'è la Muestra Marrana, di cui è una delle ideatrici e organizzatrici. E se cerchi un posto dove si può creare prospettiva per un porno "altro" sai che c'è la Muestra Marrana.
Diana mi piace quando parla, mi fa arrapare quando si incazza e quando è femminile mi fa impazzire di tenerezza. Non ho mai visto una sua performance, ma la prima performance di Rosario Gallardo l'abbiamo fatta con lei e anche questa è stata l'inizio di una serie di esperienze che rientrano in assoluto tra le mie pietanze preferite. Non ho mai letto il suo libro né i suoi post, un po' perché non parlo lo spagnolo e un po' perché mi piace rimanere a ciò che ho conosciuto al di là dei discorsi... ma mi pregusto il volumetto come invidiabile lettura sotto l'ombrellone.
Oggi al telefono cercando di piazzarle un'ulteriore presentazione del libro nel sud Italia il mio interlocutore mi ha chiesto di che schieramento politico fosse Diana. Non ho saputo rispondere e in fondo non me ne frega nulla. Ho pensato che fosse una domanda stupida, come quando Marco Giusti per Rai Due mi ha chiesto se le ragazze che fanno post porno fossero lesbiche e io mi sono infervorata. Odio i discorsi che si prestano facilmente a diventare luoghi comuni, così gli schieramenti politici li postpongo di gran lunga al'esperienza personale. L'importante è che conosci il significato della gabbia e sai che c'è una serratura, allora sei mio alleato! Tutto il resto lo lascio a chi deve spartirsi le mangiatoie al di qua delle sbarre senza poter puntare gli occhi sull'ingranaggio!
Noi e lei abbiamo già una data a Milano e sono certa che sarà indimenticabile! Ora però dobbiamo cercare di non mandarla a monte!
Ho cercato di spiegare alla compagnia aerea che Diana è importante per tutti noi e che il piacere non si paga, ma loro hanno preteso un pagamento del biglietto. Pazzesco vero? In Italia si pensa sempre che gratis deve essere l'amore, la libertà, la cultura, il sesso. Peccato che il pane non lo è.  Chi sa poi cosa ha il pane di diverso dal sesso. Il fatto è che non siete mai pronti a dare, né soldi, né alleanza. Si, lasciatevelo dire da chi lavora gratis a un'utopia, seguita da migliaia di utenti da anni. Siete tutti figli bisognosi, pronti a prendere ma troppo furbi e individualisti per dare. Qui tutto è arenato e inconcludente. Questa realtà poi, se c'è il sesso di mezzo, diventa anche sorretta da tanta convinzione che sia giusto non dare nulla, perché se è piacere allora devi farlo gratis. Questa è la mentalità degli schiavi straccioni a cui vi ostinate a ridurvi. Date e avrete! Questa è la pagina dove poter dare subito il vostro contributo economico.
 http://www.verkami.com/locale/it/projects/8362-pornoterrorismo-diana-j-torres-in-italia


giovedì 27 febbraio 2014

Intervista con Laura Carriòn alla Muestra Marrana 6



La prossima volta Nicola vieni pure tu a farti intervistare!  Rosario Gallardo siamo Mariatinka e Nicola anche se qui ci sono solo io, Pablo che traduce e Laura Carriòn.
Non ho idea di che cosa sto dicendo ma ricordo che era un momento bellissimo...
...stiamo preparando il video di Videoputas! Non ho sottolineato che tra le cose più interessanti del laboratorio sta proprio nella realizzazione di un video affidato alla libera diffusione!
Grazie, Pablo!
Grazie, Laura Carriòn!
Grazie, Muestra Marrana 6!
Grazie, a tutti i partecipanti del laboratorio Videoputas!



Questo video non è stato girato né montato da Rosario Gallardo.

sabato 15 febbraio 2014

Atti Fatti





Cosa è successo giovedì sera? Abbiamo trattato di temi attuali e forti come masturbazione, orgasmo femminile e mestruazioni ...e non sul piano teorico ;)
In molti mi hanno chiesto un resoconto dettagliato, ma è evidente che se una cosa avviene non serve anche raccontarla. E’ avvenuta. In compenso vigeva libertà di produzione e utilizzo delle immagini che ritraggono l’evento. Alcuni sono rimasti tagliati fuori dalla calca, ma nessun rimpianto: abbiamo ricevuto parecchi inviti per la prossima data del tour... Come cambiano le cose, Atti Osceni diventa tour! Atti Osceni saranno svolti in luoghi pubblici ancora, ancora e ancora. Ringraziamo Running per non averci cacciato, Pablito El Drito per l'accompagnamento davvero appropriato, Carla e Flora per il loro calore epidermico e tutti per esserci stati, per avermi dato la mano, per aver reso possibile quello che sembrava folle e impossibile, per essere stati con noi così profondamente, ognuno col suo vissuto, dalla commozione al disgusto. Come da accordi siete liberi di pubblicare tutto il materiale che avete prodotto, se me lo girate gioirò nel vederlo, alla faccia di qualunque politica educativa sulla circolazione di materiale osceno, sexting e reputazioni fragili. Tutti i presenti erano maggiorenni e consenzienti.
Grazie al supporto di chi dal vivo e via web in maniera pubblica e privata ci sta dando amore e sostegno...tanto gradito!
Moreno Pisto
Vanille Queen 
Pepe Fritto

mercoledì 12 febbraio 2014

Atti Osceni domani

Atti Osceni saranno svolti in luogo pubblico.
Al Le Trottoir il 13 Febbraio 2014, piazza XXIV Maggio, dalle 19,30
Soundtrack Pablito El Drito
Azione pornoestetica scardina-censura ad amabile cura di Rosario Gallardo, collettivo pornoguerrigliero. Brindisi e lettura dell’intervista in uscita a Febbraio sulla rivista Riders.
Durante l’evento verranno effettuate riprese televisive e fotografie per A.G.R. Factory e per Rosario Gallardo.


Ecco, sei in cima, la rotaia ha smesso di stridere, è troppo tardi per scendere già da un po' ma adesso non c'è nemmeno più da salire. E' tutto pronto, diciamo tutto quello che si poteva preparare. Come quando dopo la fila sali nella capsulina di metallo e questa tutta cigolante ti porta in cima alla discesa più ripida. Sedendoti esulti perché finalmente nulla potrà frapporsi tra te e l'adrenalina. A ogni curva, spirale, salita, senti che ti pompa dentro con convinzione, quasi un'accecamento, il desiderio; formicola nella pancia, palpita nel petto poi silenzio. Chi cazzo me l'ha fatto fare?
Puntualmente la stessa cosa, conosco benissimo quel momento. Quando arriva, di botto in una retrospettiva rapidissima mi appaiono tutta una serie di evidenti ostacoli, controindicazioni, quasi dei presagi e poi la certezza, eccola: ho fatto una cazzata. E' un idiozia, sono idiota. Troppa fatica, troppe spese, troppo esposta, per poi fare cosa? Vedo facce che mi guardano in attesa. Vogliono da me quanto promesso. Io ho promesso? Di fare che? Di offrire cosa? Mi odio un po'. Non so da che parte prendere la cosa. Ho una paura fottuta, agghiacciante. Poi mi accorgo che qualcosa tira la pelle del mio viso ma non è più quell'espressione stampata da cima delle montagne russe e bestemmioni a seguito, no. E' un sorriso. Sto ridendo. Mi sto divertendo. Cazzo, sono malata. Come quelli a cui gli parte la frenesia per il paracadutismo, o il salto nel vuoto. Certo che fa una paura fottuta, certo che non ha una finalità, se non farti venire quel bestemmione che poi apre le porte al meglio, alla caduta libera, in faccia alla terra. Il paracadute ce l'hai ma intanto stai cadendo come un macigno da un aeroplano, e non sei in guerra.
Una volta una persona mi ha chiesto perché cercare piacere da cose complicate come l'esibizionismo, quale motivo mi spingeva a espormi. Si riferiva a un mio video, piuttosto sofferto, girato in aeroplano. Dato che parlava in inglese non ho nemmeno provato a rispondere, figuriamoci, con le mie quattro parole sono riuscita a dire solo: "Why not?". Ma poi alla fine ripensandoci "Why not?" rimane un'ottima risposta. Perché no? Mi piace, questo basta.
Da oggi interromperò le comunicazioni. Non rispondo via web. Se avete qualcosa da dirmi ce la diciamo al bar, domani sera. Ho bisogno di isolarmi per godermi a pieno tutti i ripensamenti, l'ansia e la frenesia pre-caduta libera, pre-panico.


Love.
A domani.






lunedì 25 novembre 2013

Paura e Delirio Fulminante



Quando poi alla fine senti che hai fatto la cazzata.

Domenica, ore 17,30. Ho finalmente convinto Nicola a raggiungere Bologna per vedere una performance post-porno di un’artista sudamericana.

Ore 17,45. Lui mi mostra un video introduttivo alla performance serale. Per la prima volta capisco cosa dice. Ci mettiamo in macchina: sessanta euro di benzina, panini Bella Campagna dell’Autogrill e pedaggio al casello.

21,00. Avverto Slavina che siamo in ritardo e le chiedo di tenerci gli ingressi.

21,25. Siamo già lì. Dopo aver parcheggiato l’auto nella ridente località di Inculonia, cerchiamo la via nell’elegante centro storico di Bologna.
Slavina ci presenta la performer che è ancora davanti al locale, avvolta nel cappotto, sciarpa, cappellino di lana. Salutiamo onoratissimi.

21,35 Pago e ritiro i biglietti tenuti da parte col nome “Maria Tinca”.

21,40. Scopriamo, attaccati alle pareti, i disegni che Laura Giardino ed Elena Rapa hanno realizzato per il loro progetto Graffa, mi sento un po’ a casa. Ma dura poco perché sbaglio e ordino del vino invece della birra, Nicola mi rimprovera.  Come insegna Ario, tolgo il cappello.

21,45. Un altro sbaglio: fumo marijuana.

21,50. Elena Rapa mi sembra un enorme uccello rapace che mi becca le sigarette dal palmo della mano.

21,54. La gente in fila è vestita e truccata come lo è il pubblico dello scontro per l’ecatombe celebrata in Hunger Games di Gary Ross, in versione Bologna bene 2013.

21,56. Mi rendo conto che sono in botta manco fossi Raoul Duke a Las Vegas.

21,57. Un uomo si presenta per complimentarsi con noi e ci rivolge delle domande: Ma si pronuncia “gallardo” o “gagliardo”? Porteremo un film anche l’anno prossimo a Berlino? Ma il profilo Rosario Gallardo lo tengo io e Nicola ha il suo? Gli dico che pronuncio lo spelling “gallardo” perché fa tanto annuncio pubblicitario per la vendita di cucine, ma Nicola ride. Chi sa che cosa ho detto.

21,58. Vedo un banchetto di oggettistica rosa; gadget e dildi molto chic scintillano come grani di mais e la folla li becchetta gorgheggiando, sono tutti piccioni imbottiti col collo di piume e l’occhietto circolare solitario su un versante del volto.

21,59. Cazzo, ma quanto dovrà conturbarmi le viscere questa performance per giustificare la liturgica sottomissione implicita nella pratica della fila? Mi metterà le zizze in faccia? Non sono sicura. Ho un dubbio atroce.

22,00. “Nicola lo so che sono fuori come una mina, ma fatto sta che ora è così e io devo rispetto a me stessa qualunque sia il mio stato di lucidità, che poi non è detto che sia l’altro lo stato di coscienza ‘normale’, anche se il senso comune ci spinge a tale interpretazione! Ecco, considerato tutto, io ora sento che dobbiamo andarcene”.

22,01. Ci sono due bellissime chiese nella grande via pedonale dove si affaccia via De’ Pepoli.

22,10. Mi si ribaltano le budella: tutte le volte che mi drogo a Bologna finisce che qualcuno mi ci deve portare fuori. Nicola mi sembra risplendere in un raggio di luce.

22,20. Sono nuda in macchina ad esibire la vulva ai camionisti.

01,20. Siamo a casa, cerco qualcosa di intelligente da scrivere sulla serata. Nulla.

02,00. Spompino Nicola con infinita devozione, è solo l’inizio, gli ho promesso di più. Menomale che mi ama e posso ricambiare i favori con servizietti sessuali perché altrimenti mi sentirei davvero in debito.

E’ stata una serata davvero fulminea, fulminata e fulminante!