giovedì 24 novembre 2016

La nudità nell'arte

Sito ungherese di arte specializzato nell'uso del nudo, "Nudo nell'Arte", ci presenta offrendo al suo pubblico una selezione dei nostri lavoro video.
http://meztelenmuveszet.blog.hu/page/2

mercoledì 23 novembre 2016

Buon compleanno, The Bus!

ROSARIO GALLARDO | MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2016


Oggi il nostro primo cortometraggio compie sei anni. Partendo dal portale indienudes (storica fonte di indie e artsy porn), ha girato il mondo, di monitor in monitor, permeando l’immaginario di molti. Ci è capitato persino di trovarlo nei circuiti p2p…
In “The Bus” mi masturbo su un autobus Malpensa Shuttle (i bus navetta che collegano l’aeroporto di Milano col centro città) non troppo affollato, standomene seduta sui seggiolini di dietro, mentre sui vetri la pioggia scorre.
Sei anni sono passati e ne abbiamo fatta di strada, nonostante qualche fosso in cui si stava per inciampare, oggi siamo soddisfatti di dove ci hanno portato i nostri piedi, anzi la nostra fica e il nostro cazzo. Perché non è la gloria ma il godimento la vera soddisfazione. Ma quindi cosa serve essere noti, fare dei bei corti e non fermarsi a scopare e basta nel primo club privé di zona? Serve e come! Noi poi abbiamo dei gusti sofisticati, a noi piacciono le cose intellettuali e con un certo spessore e per averle serve lo sforzo e la voglia di una comunità che si muove attorno a un progetto comune. Questo anelito al senso, al bello, alla lussuria come espressione dell’identità e persino come elemento fondante di una vera e propria lust-culture è ben rappresentato dalle rassegne cinematografiche di settore. Si, perché il cinema è lo strumento creativo del nostro tempo ed è proprio un bello strumento. E oggi festeggiamo i sei anni di “The Bus” preparando i vestiti per partire alla volta dell’ennesimo festival che ci proietta (questa volta con “O mio fiore delicato!”, guardatevi il teaser) nelle sue rassegne, la quarta edizione del Porny Days di Zurigo! Si tratta di eventi che non si limitano alla sola proiezione dei film, sono pensati come feste, come esperienze nelle quali abbandonarsi in una dimensione erotica della convivialità. Essendo proposte da giovani colti, quale che sia il loro strato sociale ed economico, avremo un erotismo pregno di quanto più la loro comunità possa concepire. Sono eventi che conciliano l’effetto luna-park con quello culturale, come delle vere e proprie fiere. Assistere a questi eventi ti fa capire che tipo di avanguardia ci sia in quel contesto.
Per citare qualcuno dei più importanti tra questi eventi, quest’anno la Muestra Marrana (di cui abbiamo già parlato molte volte) sarà a Quito, capitale dell’Ecuador: da un paio di anni ha preso il largo da Barcellona e si sposta lungo il sud America. Le tinte dell’evento sono punk, radicali, con selezioni sempre attente alla possibilità di mostrare la ridefinizione dei canoni e dei conseguenti schemi di pensiero, rendendo visibile il rapporto tra narrativa sessuale e strutture socio-politiche, si definisce infatti un festival post-porno. Propone soprattutto proiezioni no-stop e laboratori post-porno e non serve aspettare la festa di chiusura per fare casino e sguinzagliarsi nel caos caldo della ribellione piratesca. No, la Marrana è tutta una festa! Il festival, che in Spagna riusciva a finanziarsi con fondi pubblici e vendita di birra e gadgets, oggi cerca finanziatori!
Cercano finanziatori anche gli organizzatori della kermesse torinese “Fish&Chips” che è alla sua seconda data e, come ogni progetto culturale Italiano, non ha fondi né sostegno istituzionale di alcun tipo. Si tratta prevalentemente di una una ricca serie di proiezioni e dibattiti, non ha una forte connotazione politica né alcuna vena punk, è piuttosto sui toni eleganti e colti di una classe di giovani accademici Italiani che rafforza la sua dignità intellettuale in un contesto probabilmente pronto a sabotarli e, soprattutto, che non caccia un euro a favore dell’iniziativa. L’anno scorso si è tenuto in un cinema in pieno centro, sotto la Mole Antonelliana, che location emozionante! Sarebbe bello se osassero di più, ma l’italiano capirebbe? Non lo so, quest’autunno mi sono resa conto che il problema, in Italia, non è il moralismo, ma l’ignoranza che ci confina in un’inabissata provincia da cui sembra impossibile esprimere le nostre vere potenzialità. Siamo stati poco tempo fa alla proiezione di un paio di cortometraggi vagamente impudici di un noto gruppo di Ragazze, il Milano Film Festival le ha accolte come qualcosa di completamente inedito, proprio come se fossero l’unica manifestazione del genere, decontestualizzate. Addirittura una di loro s’è autodefinita, dal palco, la “depositaria del post-porno in Italia” (SIC!). M’è tornata alla memoria l’infanzia, quando con mio padre andavamo a Creta per le vacanze estive, negli anni ottanta, e tutti guardavano la sua Talbot bianca neanche fosse un’astronave! Mai un Berlin Porn Film Festival? Mai una Fete du Slip? Mai un nulla, tutti digiuni e impreparati come campagnoli con le loro pecorelle al pascolo, nemmeno la blogger invitata per animare il dibattito sembrava aver mai avuto accesso ad internet. Ma come si può presentare un qualche prodotto artistico o culturale in un contesto così incolto? Imbarazzante…
Arrivano prima i fondi o prima la cultura? Inutile finanziare cose per le quali non si ha cultura, è importante quindi tenere duro e andare avanti anche senza una lira e fare cultura, non solo scalpore. Porny Days, che ci ha invitato in questa uggiosa fine di novembre ha finanziamenti pubblici e privati, ci ospita e ci coccola (ma siamo in Svizzera…). Per noi poveri artisti c’è altro? Un piatto di pasta del nostro mecenate e siamo già contenti. Ma credo che si tratterà di un piatto sofisticato. Il clima che si prospetta è quello chic, colto e impudico, proprio di un’Europa che ha sia denaro che cultura per goderlo. Perché la ricchezza non sta nell’accumulo di altro denaro (l’Italia in questo è bravissima, siamo un popolo di risparmiatori! Evviva!), ma nella capacità di trasformarlo in godimento. E noi, non avendo denaro, trasformiamo la nostra arte lussuriosa in godimento che ci viene ripagato con altro godimento: quindi di fatto siamo ricchi!
Buon divertimento a tutti!

giovedì 17 novembre 2016

papi ciao

Oggi ero a pranzo con mio padre, così gli ho comunicato che ho deciso di uscire dalla sua scuola per la quale stavo lavorando. Chiamiamola l'aziendina del papi, anche se non è propriamente un azienda. E' stato l'ultimo passo di una autodiseredazione che ho iniziato vent'anni fa. Da prima una vera e propria lacerazione, per certi versi, e una rivendicazione di autonomia da altri. La rivendicazione della mia autorità, sul modo di vedere e di fare nel mondo, è sempre stata radicale, almeno tanto quanto sentivo pressante il suo punto di vista e il suo ascendente su di me. Un punto di vista perfettamente in tinta col buon senso comune, ma non col mio. Vent'anni fa rivendicavo il diritto a relazionarmi col mondo attraverso la mia fica così come sentivo di fare, scandalizzando e spaventando tutti coloro che mi avevano protetto ed educato al rispetto delle regole del vivere civile. In realtà, a parlarne, sul piano concettuale, mio padre non ha mai potuto darmi torto tranne per il fatto che non vedeva una meta costruttiva ma solo ribellione. Oggi che mi avvicino ai quarant'anni, che ho due figli, e ho trovato il modo di impiegare la mia esperienza nel lavoro, aiutando davvero le persone, oltre che deliziarmi coi progetti e coi fan di Rosario Gallardo, ho la conferma che la mia "reazione" è anche un'azione. Non sento più dolore per questa figura paterna, tessuta in tutte le dinamiche contingenti, di una storia comune, di amori con difficoltà d'espressione. Ora vedo un uomo con le sue difficoltà, coi suoi ideali, che mi guarda e vede i suoi sogni, ma non i miei. So che quello che ha cercato di offrirmi non è quello che io voglio. Lo ringrazio ma me ne vado. E anche se ciò che io voglio è strano, non è proficuo, è faticoso, è pur sempre ciò che io voglio. Perché la vita è la mia.
E senza astio, ma con una punta di soddisfazione, gli ho detto addio. Gli ho chiesto se aveva qualcosa da dirmi. Lui ha detto di no. Così ho ordinato il piatto più costoso del menù, e mi sono presa il lusso di sentirmi un po' puttana anche con mio padre.
Questo mese invece di lavorare per l'aziendina me ne andrò a Zurigo a vedere il nostro porno spopolare nelle sale. Coi biglietti pagati, non certo dal lavoro da brava figlia, rispettosa del'autorità paterna, che per non sfidarne la posizione rimane pudica, col capo coperto. No, ma pagati coi soldi delle cam, da regina, troia, che non abbassa lo sguardo, che non copre il capo ne la fica davanti a nessuno.
Da oggi non ho più rimpianti. Solo progetti e una gran fiducia nelle mie belle chiappe. Non che lavorerò con quelle, ma anche si. Perché no?

lunedì 3 ottobre 2016

Su Scoptophilia ancora

su Soptophilia si parla ancora di noi. Ci trovate anche foto che abbiamo tolto dal nostro sito. Grazie, davvero del sostegno e di averci compreso!

lunedì 26 settembre 2016

Prossimi appuntamento: Maternità sovversiva!

Sabato 1 ottobre 2016 saremo alla presentazione della nuova edizione post-porno di Malatempora! Questa volta è il turno di "Maternità Sovversive" scritto da Maria Llopis.
In attesa di sabato condivido in nostro ultimo articolo su Milano xxx, riguardo la mia maternità sovversiva, con un ricordo del 1998 e una foto del 2000. Adoro le belle cose invecchiate bene.
milanox.eu maternitasovversive

SABATO 1 OTTOBRE 2016
PIANO TERRA via Confalonieri, 3 MILANO
ore 18,30
con l'autrice, l'editore e noi!
love

lunedì 19 settembre 2016

La Collezione Erotica finissage

finissage per La Collezione Erotica a Roma
Mercoledì 21 settembre 2016 dalle 18 alle 20,30
Rosario Gallardo ha esposto "Passante"
persso
l'Ospizio Giovani Artisti
via Cernaia, 15
https://www.facebook.com/events/959763364168954/
https://www.facebook.com/OspizioGiovaniArtisti/?fref=ts